ROMA (28 aprile) -
Sarà un disegno di legge di rango costituzionale, ma non prevede alcuna modifica della Costituzione, il provvedimento messo a punto dal Pdl in sostituzione del lodo Alfano, il provvedimento bocciato dalla Corte costituzionale che garantiva uno scudo giudiziario per le più alte cariche dello Stato.
Il ddl, rivela l'agenzia Ansa, è di tre articoli e prevede lo scudo per il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri. Sarà presentato a breve e reca le firme del capogruppo Maurizio Gasparri e del vicario Gaetano Quagliariello.
Il ddl prevede che il procedimento giudiziario vada comunque avanti. Il magistrato, sempre secondo quanto si apprende, deve invece comunicare alla Camera di appartenenza (Senato o Camera) del parlamentare o del ministro l'avvio del processo. La Camera ha 90 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato. Il ddl prevede altresì che sarà il Senato, nel caso di un ministro tecnico, la Camera di riferimento per la decisione. Dal provvedimento sono rimasti esclusi, rispetto all'originale Lodo Alfano, le figura dei presidenti di Camera e Senato per rispondere all'obiezione della Corte costituzionale secondo cui lo scudo giudiziario, a quel punto, doveva essere esteso anche ai parlamentari.
«È vergognoso che, con tutti i problemi che ci sono nel nostro Paese, con i cittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese e le imprese che chiudono, il Parlamento venga tutti i giorni occupato con leggi ad personam con l'obiettivo solo di garantirsi l'impunità eterna», commenta il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. «Noi - aggiunge Di Pietro - vogliamo nelle istituzioni persone che non commettono reati, non che non si fanno processare».
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