" A VOLTE IL VINCITORE E' SOLO UN SOGNATORE CHE HA CREDUTO SINO IN FONDO "

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venerdì 30 aprile 2010

"Scandalo" a Lavagna: una caserma intitolata a un caduto della Rsi

A due passi dalla dolce brezza del Mar Ligure, a Lavagna, in provincia di Genova, non ostante le onde calmissime, è scoppiata una bufera di proporzioni gigantesche. Ad agitare le acque è stata la locale sezione dell’Anpi che, scandalizzata, ha denunciato l’iniziativa del comando del Corpo Forestale dello Stato di intitolare la caserma del luogo alla memoria del maresciallo Michele Menechini. Chi fu costui? Menechini fu uno dei tanti buoni italiani in divisa - ché anche quella della Forestale è un’uniforme, cioè, non un semplice vestito, ma un “costume della Patria” -, il quale l’8 di settembre del 1943 decise che lo Stato disciolto dall’ignavia del Savoia potesse avere una sua continuità nella Repubblica sociale. Per altro, Menechini si occupava di alberi, prati e di quanto oggi andrebbe racchiuso nel concetto di ecologia, mica di ideologie o di politica. Menechini faceva il suo dovere di pubblico dipendente prima della fuga del Re e ritenne di doverlo continuare a fare anche dopo. La pagò cara, anzi, carissima. Già, perché lo scandalo che agita l’Anpi sta tutto qui, nella scelta di un comando della Forestale, quello di Lavagna, che pone un grave interrogativo: per “liberare” l’Italia dalla dittatura; per portare la democrazia; per cacciare il “tedesco invasore”; per costruire la “nuova Italia” era così necessario assassinare – il 23 giugno del 1944 – anche un semplice maresciallo della Forestale, mentre con la sua bicicletta e con la piccola figlia su con lui girava serenamente per il Paese? L’eroismo dei partigiani, quello che tanto vorrebbero difendere i “paracarri” dell’Anpi, è racchiuso in questo genere di azioni, che tanto assomigliano a quelle che, ancor oggi, dall’Iraq all’Afghanistan, da Israele alle province basche, proprio gli Stati democratici definiscono terroristiche? Ovviamente, l’Anpi direbbe di no, ma sono, appunto, i casi come quelli di Lavagna e delle polemiche contro l’intestazione della caserma a Menechini a ricordare a tutti cosa furono non solo le “radiose giornate” del 25 aprile, ma gran parte dell’intera guerra partigiana: una somma di innumerevoli attentati contro soggetti inermi; contro militari che non potevano in quel momento difendersi; contro uomini e donne che avevano semplicemente continuato a credere che allo Stato bisognasse offrire la propria collaborazione. Un bagno di sangue che scatenò spesso rappresaglie sulla popolazione civile che, il più delle volte, come insegnano i casi di Pedescala, Civitella, Sant’Anna di Stazzema e tanti altri ancora, rifiutano le decorazioni resistenziali e accusano i partigiani d’essere la vera causa della strage dei loro cari operata dalle truppe naziste. Dunque, sostenere e difendere la scelta della Forestale di Lavagna diventa un obbligo morale: non solo verso un uomo sul cui conto non pesano colpe d’alcun genere, ma verso la stessa memoria del Paese. Memoria che – contrariamente a quanto sostiene tale Mauro Caveri, vicesindaco ignorante della stessa Lavagna – non viola assolutamente i principi della nostra Costituzione. In primo luogo, perché la Costituzione italiana non è antifascista, come dimostra il suo “testo lungo” (oltre 10.500 tra parole e segni grafici) nel quale proprio quelle due espressioni “antifascismo” e “resistenza” non trovarono albergo. Per di più, non lo trovarono non perché fossero sotto intese, ma perché, non ostante la precisa richiesta di alcuni costituenti, a partire da Palmiro Togliatti, si decise di non inserirle. E la Costituzione – se lo stampi ben in testa il signor Caveri – non è una poesia, ma una legge, anzi, la prima e la principale legge dello Stato che, dunque, osserva e impone il principio giuridico, secondo cui “ciò che la legge vuole, la legge dice”. E se non dice, di conseguenza, non ha voluto. In secondo luogo, perché e anche fosse – e, si ripete: non è – che la Costituzione fosse antifascista, la scelta di intitolare una caserma della Forestale a un uomo probo che fu fascista non la contraddirebbe comunque, a meno che Caveri, l’Anpi o qualche altro cretino politico o istituzionale non voglia intendere che le scuole intitolate ad Arrigo Serpieri; tutte le vie Guglielmo Marconi; le strade che ricordano Luigi Pirandello – e ci si ferma qui, subito, per non tediare chi legge con un elenco di decine, centinaia di nomi che illustrarono la Patria e portarono orgogliosamente la camicia nera tra il ’22 e il ’45 – costituiscano un attentato alla libertà. Si applauda alla scelta nobile e coraggiosa della Forestale, dunque, si sbattano dietro a(lla) Lavagna l’Anpi e i politicanti senza cultura.

giovedì 29 aprile 2010

DESTRA UNITA (Lucca)

Pubblicato da Redazione il 28 - aprile - 2010

I militanti e i vertici Provinciali di Area Destra, Forza Nuova e la maggioranza della base militante di Fiamma Tricolore, riuniti nell’associazione PROGETTO SOCIALE, dopo il convegno tenuto a Lucca nel mese di novembre, hanno deliberato all’unanimita’ di ufficializzare la loro volonta’ di creare una formazione politica che rappresentera’ un Polo di Destra Unita a livello provinciale per rispondere alle istanze di tutti quei cittadini che, riconoscendosi nei valori fondanti e identitari di Nazione e Popolo non hanno piu’ punti di riferimento nell’area della destra sociale nazional-popolare. Annunciamo pertanto la nostra volonta’ di presentare un proprio candidato alle elezioni Provinciali e a quelle prossime per il Comune di Lucca.
La virata liberale dei vertici di AN, la loro confluenza e l’annullamento ideale dentro il PDL non ha lasciato alcuna rappresentanza politica alle istanze dei cittadini che si riconoscono nei nostri valori. Istanze di sicurezza sociale, lavoro, casa, istruzione che sono sempre piu’ dimenticate da una classe politica di centro destra e di sinistra, che pensa solo a rafforzare la propria inamovibilita’. Destra Unita cerchera’ in questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni provinciali di avviare confronti con tutte quelle forze produttive che rappresentano la ricchezza del nostro popolo. Artigiani, commercianti, industriali e agricoltori che oggi invano chiedono attenzione sui propri territori e che sono sempre e comunque assoggettati agli interessi partitici. Ciascuno con la propria particolarita’ di appartenenza locale è portatore di istanze sociali ed economiche che questa classe politica ignora costantemente; territori come la Versilia, la Garfagnana o la Piana di Lucca hanno necessità di una nuova classe politica che dia voce ai bisogni della gente. Nessuno dei politicanti che gestiscono le nostre istituzioni locali riesce piu’ a farsi portavoce delle necessità dei territori della Provincia di Lucca. La gestione attuale della Provincia è assurta ad un semplice ruolo di rappresentazione autoreferenziale del suo Presidente mentre il Comune di Lucca è ingessato da veti e controveti interni alla maggioranza che assomigliano sempre piu’ ad una rieditazione del periodo peggiore della Democrazia Cristiana. Contro tutto questo ci proponiamo come l’unica possibile alternativa reale per ripulire il Palazzo dagli inetti e dai disonesti , nell’interesse dei cittadini italiani e delle giuste rivendicazioni sociali sul territorio.

n.b. Presto vi pubblicheremo il logo di DESTRA UNITA Provincia di Lucca

Area Destra Liguria e Forza Nuova organizzano un nuovo incontro pubblico

Pubblicato da Redazione il 28 - aprile - 2010

Ameglia 28 aprile 2010

Organizzato dal responsabile Area Destra Sarzana Val di Magra, Sabrina Schiavoni, con la collaborazione di Area Destra Liguria, venerdi 30 aprile alle ore 15,30 presso i locali del Circolo Vivere Sarzanello (vicino la chiesa della frazione Sarzanello,comune di Sarzana) ci sarà un incontro con i giovani spezzini di Forza Nuova.

L’iniziativa ampiamente condivisa da Forza Nuova Liguria vedrà la partecipazione, oltre al responsabile regionale d’Area Destra Andrea Moretti ( iscritto anche di FN) di responsabili giovanili regionali di quel movimento.

L’incontro segue il riuscito presidio tenuto nel mese di marzo a Sarzana dalle due componenti d’area ed è propedeutico di iniziative unitarie che saranno programmate nel territorio della provincia spezzina e dell’intero territorio ligure.

E’ uno dei contributi della Liguria per l’unità d’area, che va fatta e può essere fatta.

Coordinamento Area Destra Liguria

mercoledì 28 aprile 2010

Pdl, la sfida del finiano Bocchino:

Finiani spaccati, Menia: mi candido anch'io. Fini: Bocchino corretto, ora decisioni gruppo e partito

ROMA (27 aprile) - Resta altissima la tensione nel Pdl. Dopo che ieri Gianfranco Fini ha assicurato che resterà dentro al partito, leale al governo e alla maggioranza, ma libero di dissentire e di fare proposte costruttive, oggi Italo Bocchino, uno dei fedelissimi del presidente della Camera, ha annunciato le dimissioni da vice presidente vicario del Pdl ma si è detto pronto a dare battaglia candidandosi alla presidenza del gruppo al posto di Fabrizio Cicchitto.

Bocchino chiede la conta nel partito. L'ex pupillo di Giuseppe Tatarella in una lettera di dimissioni consegnata oggi a Cicchitto chiede la convocazione del gruppo del Popolo della libertà a Montecitorio, annunciando che presenterà la sua candidatura a presidente «contrappostà a Cicchitto» e a «quella di altri». Per Bocchino non ci sono alternative: «Il regolamento lega il destino del presidente e del vicario (simul stabunt simul cadent)».


Finiani spaccati, Menia: mi candido anch'io. I finiani, che ieri avevano apprezzato le assicurazione di Fini sul percorso della nuova minoranza nel perimetro del Pdl, con un fattivo contributo di idee. oggi sembrano spaccati. Roberto Menia, finiano doc e sottosegretario all'Ambiente, porta allo scoperto i malumori di diversi ex An e annuncia che se Bocchino si candiderà capogruppo lo farà anche lui. «Non so quale consenso egli pensi di avere - tracima Menia - ma non ha certo il mio nè quello di molti che con lealtà seguono Fini e con altrettanta lealtà sostengono il governo Berlusconi e non si prestano al gioco delle tre carte».

Fini: Bocchino corretto, ora decisioni gruppo e partito. «Lo deciderà l'onorevole Cicchitto, il direttivo del gruppo, mi auguro il vertice del partito. L'onorevole Bocchino, molto correttamente a mio modo di vedere ha dato la sua piena disponibilità presentando le dimissioni, ora attendiamo le decisioni che il vertice del gruppo e del partito prenderanno» ha commentato il presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite della trasmissione di Giovanni Floris Ballaro, parlando delle dimissioni di Italo Bocchino da capogruppo vicario del Pdl.

Il Pdl ripropone il Lodo Alfano:

ROMA (28 aprile) -

Sarà un disegno di legge di rango costituzionale, ma non prevede alcuna modifica della Costituzione, il provvedimento messo a punto dal Pdl in sostituzione del lodo Alfano, il provvedimento bocciato dalla Corte costituzionale che garantiva uno scudo giudiziario per le più alte cariche dello Stato.

Il ddl, rivela l'agenzia Ansa, è di tre articoli e prevede lo scudo per il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri. Sarà presentato a breve e reca le firme del capogruppo Maurizio Gasparri e del vicario Gaetano Quagliariello.

Il ddl prevede che il procedimento giudiziario vada comunque avanti. Il magistrato, sempre secondo quanto si apprende, deve invece comunicare alla Camera di appartenenza (Senato o Camera) del parlamentare o del ministro l'avvio del processo. La Camera ha 90 giorni di tempo per decidere se accogliere la richiesta o disporre la sospensione del processo fino al termine del mandato. Il ddl prevede altresì che sarà il Senato, nel caso di un ministro tecnico, la Camera di riferimento per la decisione. Dal provvedimento sono rimasti esclusi, rispetto all'originale Lodo Alfano, le figura dei presidenti di Camera e Senato per rispondere all'obiezione della Corte costituzionale secondo cui lo scudo giudiziario, a quel punto, doveva essere esteso anche ai parlamentari.

«È vergognoso che, con tutti i problemi che ci sono nel nostro Paese, con i cittadini che non riescono ad arrivare alla fine del mese e le imprese che chiudono, il Parlamento venga tutti i giorni occupato con leggi ad personam con l'obiettivo solo di garantirsi l'impunità eterna», commenta il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. «Noi - aggiunge Di Pietro - vogliamo nelle istituzioni persone che non commettono reati, non che non si fanno processare».

Il Giornale attacca di nuovo Fini

ROMA (28 aprile) -

Nuovo attacco del Giornale al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Questa volta nel mirino del quotidiano diretto da Vittorio Feltri di proprietà della famiglai Berlusconi finisce la "suocera" del presidente della Camera per una notizia rilanciata ieri dal sito Dagospia.

La donna, madre della compagna di Fini Elisabetta Tulliani, sarebbe a capo di una società che produce programmi televisivi: uno di questi, «Festa Italiana» (trasmissione «di scarso share», secondo il Giornale) sarebbe stato pagato dalla Rai 1,5 milioni di euro. Di qui il titolo di apertura del quotidiano: «Un milione alla "suocera" di Fini, paga mamma Rai», rafforzato dal titolo di pagina 7 «La "suocera" di Fini fa i milioni con gli appalti Rai».

Nelle pagine interne altri articoli prendono di mira Fini. C'è un retroscena sulle reazioni di Berlusconi allo smarcamento dell'ex leader di An: secondo il premier, riferisce il Giornale, Fini «abbassa i toni solo perché è isolato. Poteva pensarci prima...»; nell'articolo viene citato un sondaggio secondo il quale la popolarità di Berlusconi è stabile mentre quella di Fini cala del 5%. Un altro articolo («Gianfranco e "l'abuso d'ufficio" a Montecitorio») polemizza con la decisione di Fini di ospitare nella Sala Tatarella del gruppo parlamentare del Pdl la riunione dei suoi "fedelissimi".

domenica 25 aprile 2010

NASCE “ DESTRA UNITA”

Pubblicato da Redazione il 24 - aprile - 2010

I militanti e i vertici Provinciali di Area Destra, Forza Nuova e la maggioranza della base militante di Fiamma Tricolore, riuniti nell’associazione PROGETTO SOCIALE, dopo il convegno tenuto a Lucca nel mese di novembre, hanno deliberato all’unanimita’ di ufficializzare la loro volonta’ di creare una formazione politica che rappresentera’ un Polo di Destra Unita a livello provinciale per rispondere alle istanze di tutti quei cittadini che, riconoscendosi nei valori fondanti e identitari di Nazione e Popolo non hanno piu’ punti di riferimento nell’area della destra sociale nazional-popolare. Annunciamo pertanto la nostra volonta’ di presentare un proprio candidato alle elezioni Provinciali e a quelle prossime per il Comune di Lucca.La virata liberale dei vertici di AN, la loro confluenza e l’annullamento ideale dentro il PDL non ha lasciato alcuna rappresentanza politica alle istanze dei cittadini che si riconoscono nei nostri valori. Istanze di sicurezza sociale, lavoro, casa, istruzione che sono sempre piu’ dimenticate da una classe politica di centro destra e di sinistra, che pensa solo a rafforzare la propria inamovibilita’. Destra Unita cerchera’ in questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni provinciali di avviare confronti con tutte quelle forze produttive che rappresentano la ricchezza del nostro popolo. Artigiani, commercianti, industriali e agricoltori che oggi invano chiedono attenzione sui propri territori e che sono sempre e comunque assoggettati agli interessi partitici. Ciascuno con la propria particolarita’ di appartenenza locale è portatore di istanze sociali ed economiche che questa classe politica ignora costantemente; territori come la
Versilia, la Garfagnana o la Piana di Lucca hanno necessità di una nuova classe politica che dia voce ai bisogni della gente. Nessuno dei politicanti che gestiscono le nostre istituzioni locali riesce piu’ a farsi portavoce delle necessità dei territori della Provincia di Lucca. La gestione attuale della Provincia è assurta ad un semplice ruolo di rappresentazione autoreferenziale del suo Presidente mentre il Comune di Lucca è ingessato da veti e controveti interni alla maggioranza che assomigliano sempre piu’ ad una rieditazione del periodo peggiore della Democrazia Cristiana. Contro tutto questo ci proponiamo come l’unica possibile alternativa reale per ripulire il Palazzo dagli inetti e dai
disonesti , nell’interesse dei cittadini italiani e delle giuste rivendicazioni sociali sul territorio

Gaetano Vinci Segretario cittadino de “La Destra” di Fasano (Br) aderisce ad Area Destra.

Pubblicato da Redazione il 24 - aprile - 2010Mentre altri litigano sulla leadership dei partiti, su chi deve comandare i colonnelli, dimenticando di fatto i reali problemi che ogni giorno disturbano gli Italiani, aderisco ad Area Destra, forte del fatto che sono sempre più convinto della riunificazione di tutti i partiti e movimenti politici che fanno capo alla Destra Italiana.

Sono convinto che, con la riunificazione dell’Area Destra, con i nostri valori, con i nostri ideali, con le nostre idee, forti e degni come siamo, possiamo costruire una vera alternativa di governo e possiamo dare all’Italia, il giusto governo che merita.

Ho aderito con entusiasmo ad Area Destra, e sono convinto che con il mio impegno nella mia città, posso fare e dare molto al movimento ed alla mia stessa città.

A breve, aprirò un circolo di Area Destra, dove potranno aderire tutti coloro che si riconoscono nei valori della destra Italiana, formerò un gruppo di giovani che hanno come solo ed unico scopo, il bene della comunità cittadina.

Gaetano Vinci
Segretario cittadino La Destra
Sezione di Fasano (Br)

http://www.areadestra.it/anche-in-provincia-di-avellino-nasce-il-circolo-di-area-destra.html

Pubblicato da Redazione il 24 - aprile - 2010Dopo una lunga militanza, come responsabile provinciale, nel glorioso M.S.I. venni espulso dal Partito di Fini…. per essermi rifiutato di accettare la svolta di Fiuggi…

Oggi, anche alla luce degli eventi di questi giorni, sono orgoglioso e felice di quella decisione.

Dopo qualche tempo…..ripresi a fare politica ne “la Destra” di Storace come dirigente provinciale e, successivamente, anche come dirigente regionale.

Ennesima delusione….tutto era quel partito all’infuori della Destra che avevo nel cuore. Un partito nel quale si predicava bene ma si razzolava male e il cui “padrone” faceva il bello e cattivo tempo…

Cominciai a credere che in Italia non ci fosse più spazio per una Destra vera, identitaria e al passo coi tempi.

Poi…, con mio immenso piacere, ho avuto modo di conoscere il progetto di Area Destra. Un progetto coraggioso e ambizioso ma sicuramente realizzabile, portato avanti da persone che antepongono i superiori interessi generali a quelli particolari e personali.

In Area Destra ho ritrovato la mia vecchia casa….spero di poterci abitare a lungo e, soprattutto, spero di poter dare il mio contributo per l’unità dell’area. Una unità di cui l’Italia e il popolo italiano ne hanno vitale necessità.

Rosario Capolupo

Sant’Angelo in Scala (Avellino)

339/3722232 - capolupo@areadestra.it

venerdì 23 aprile 2010

Gli equivoci sono FINI-ti "TRA I DUE LITIGANTI AREA DESTRA GODE"

Gianfranco Fini ha giocato – male,

a quanto sembra – le sue ultime carte nel suo personalissimo show-down contro Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, sempre generoso di sorrisi ammiccanti, sa tirare fuori unghie e denti, quando occorre e, alla direzione nazionale del PdL, non ha infiorettato le sue reprimende, ma ha detto chiaro e tondo cosa pensi del presidente della Camera e dei suoi continui distinguo. Da parte sua, l’ex-leader di An, pur come al solito compito e dall’eloquio pulito e preciso, non è stato certo capace di far passare alcun messaggio positivo. Chi ha capito la vera ragione della lite con Berlusconi? Quali sarebbero gli appiattimenti del PdL sulla Lega? Il premier ha ragione, sotto questo punto di vista: Fini rivendica, a nome della Destra, uno spazio a cui lui stesso ha rinunciato quando, per compiacere la Sinistra intellettuale, ha adottato un linguaggio e un programma che, con la Destra, non hanno nulla a che fare. La Lega conquista spazi a destra, perché, in fondo, la Destra non esiste più, politicamente parlando. E non esiste da tempo. Nella PdL non entrò An, come comunemente si dice. Entrò Fini e il finismo, dopo aver giurato che mai l’avrebbe fatto, per paura che, con la repentina caduta di Romano Prodi e la fuoriuscita di Francesco Storace dal partito, si creasse nuovamente una Destra in Italia. Come al solito, come sempre quando si rifugia nelle idee altrui, nel 2008 Fini fu fortunato: Berlusconi vinse per tutti, come sempre, e Storace si dimostrò non molto migliore del suo ex-amico, gettando al vento un risultato formalmente insufficiente (non si raggiunse il quorum del 4%), ma politicamente importante, incoraggiante e spendibile nel futuro. Invece di imparare la lezione, Fini, da furbetto del quartierino, pensò di aver passato la festa e di poter continuare a gabbare il santo, ricominciando a frustare la sua base e il suo elettorato con proposte e affermazioni che lo elevavano ogni giorno di più agli altari dei laicisti, della Sinistra, dei radical-chic, allontanandolo, però, da chi lo aveva votato per anni e anni, considerandolo l’erede di una tradizione che, seppur rinnovata, affondava le sue radici nel Msi. Il popolo di destra è un popolo fedele, oltre ogni ragionevolezza, ma non è un popolo di scemi e, alla fine, ha abbandonato Fini al suo destino. Forse, anzi, sicuramente, non ha nemmeno votato Lega: qualcuno lo avrà anche fatto, ma si è astenuto, nella sua parte più convintamene di destra; si berlusconizzata, nella parte più moderata. Purtroppo, non ha premiato, il popolo di destra deluso da Fini, i movimenti identitari che, da anni, stanno faticosamente arrancando ai margini del sistema politico. Non è, quest’ultimo aspetto, un dramma, ma un segnale: serve una rifondazione della Destra, partendo dall’unione dei soggetti in campo, per renderla nuovamente capace di parlare a quei quattro, cinque milioni di italiani che, non essendo di sinistra, non si accontentano dei lustrini berlusconiani, ma non per questo sono contro il Cavaliere. Quel popolo che vuole una classe dirigente con la schiena diritta; che parla e agisce in conseguenza di ciò che afferma; che non si vergogna del suo passato, ma ha sempre lo sguardo rivolto al futuro; che non s’attarda in questione ideologiche sul sesso degli angeli, ma affronta i problemi reali del Paese. Ora che le elezioni anticipate tornano a essere un’opzione concreta, sarà curioso vedere se ci sarà la volontà e la capacità di costruire questa Destra e di portarla alla battaglia elettorale con le armi programmatiche giuste per farle cogliere – finalmente! – il risultato dignitoso che le competerebbe. Il resto, tutto il resto, sono chiacchiere da bar o da circoletto culturale. La sfida è alta, adesso. Quel che è certo, è che gli equivoci sono FINI-ti: Alleanza nazionale non era più Destra da tempo e la Destra, fusa nella PdL, non è più nulla. La Destra deve riconquistare una sua dimensione, una sua autonomia e, solo in virtù e in rispetto di queste, partecipare a eventuali alleanze più vaste. Di camerieri non c’è più bisogno: quelli bravi sono rimasti al tavolo di Berlusconi; quelli che non sono neanche capaci di servire come si deve, sono stati messi quanto meno in cassa integrazione dallo stesso Cavaliere, ieri.

giovedì 22 aprile 2010

Fini: questa volta l’inganno non riuscirà (nota di Massimiliano Mazzanti)

Pubblicato da Redazione il 22 - aprile - 2010

Mai come in questa occasione, si deve essere concordi con Renato Schifani, il forzista presidente del Senato della Repubblica, il quale, a proposito di Gianfranco Fini, ha evidenziato come contesti a nome della Destra Silvio Berlusconi, ma sostenendo posizioni – sull’immigrazione, sulla sicurezza, sul diritto di cittadinanza – che nulla hanno a che vedere con le idee della Destra. Come da tempo si sostiene da più parti, Fini è sempre più solo un’etichetta che, come già altre volte in passato, spera di nascondere dietro il foglio di carta gommata, sempre più esile, il vuoto di contenuti o, in altri momenti, un prodotto del tutto indigesto allo stomaco del suo tradizionale elettorato. Difficile, però, che l’inganno riesca anche questa volta. A parte alcuni fedelissimi – stimabili in un numero ben inferiore ai 52 che hanno firmato il suo documento, dal momento che quel testo non prevede la rottura col Cavaliere – l’ex-leader di An paga lo scotto di aver allevato, quando era padre-padrone del suo partito, una classe dirigente abituata a stare sempre col più forte e a non mettersi mai in gioco, se questo può significare perdere la poltrona su cui si è comodamente appoggiate le chiappe. Quel che disturba quanti sono fuori dalla PdL da tempo, semmai, è il tentativo di Fini di mascherare le sue intemperanze contro Berlusconi – di natura evidentemente personale – sotto la foglia di fico dell’antileghismo, oggi addirittura colorata con la richiesta di “partecipare alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”. Ancora una volta, insomma, Fini fa appello ai sentimenti profondi dell’uomo di destra, tenta di richiamare a raccolta tutti coloro che ha tradito in questi anni, nel tentativo goffo di accreditarsi come “uomo delle istituzioni”, gradito anche e soprattutto alla Sinistra. C’è da sperare che ciò non accada e che chi ha ancora sentimenti di destra autentici abbia l’intenzione di ricostruire qualcosa di organico, idealmente forte e pragmaticamente concreto all’esterno della PdL attuale, ma senza pregiudiziali verso il Centrodestra, al fine di costruire quel terzo polo che, come già accade per la Lega, costituisca un settore importante del fronte anti-Pd, ma permetta ai temi della Destra di diffondersi e radicarsi nella società italiana.

mercoledì 21 aprile 2010

Unità dell’area: breve cronaca della giornata dedicata alla Consulta di Area Destra

La prima riunione della Consulta permanente promossa da Area Destra è stata oltremodo soddisfacente, si è deciso di andare avanti col progetto unitario, in tempi ragionevolmente brevi, calendarizzando una ulteriore riunione nelle prossime settimane.

La presenza ATTIVA dei Segretari e degli esponenti più qualificati dei partiti dell’area alla riunione della Consulta è stata la conferma che Area Destra ha lavorato infaticabilmente per COSTRUIRE e non per frazionare ulteriormente l’area.

Di seguito una breve cronaca dei lavori contenente citazioni testuali degli interventi:

Per Area Destra ha presieduto ai lavori della Consulta Alessandro Pucci (i Leader li fanno i militanti , noi siamo servitori per un’Idea!);
il Portavoce Nazionale Alberto Ferretti (Non dobbiamo massificarci od omologarci, ma le nostre differenze saranno la ricchezza del futuro partito unitario; sono cambiate le condizioni e la situazione della politica italiana, oggi ci sono nuove regole e motivazioni nuove!; duri e Puri nei valori, ma nasciamo con l’ambizione di parlare a tutti gli italiani; La parola d’ordine deve essere concretezza!; Vogliamo rifondare la destra italiana).
Il membro dell’esecutivo nazionale Massimiliano Mazzanti (Noi abbiamo un unico nemico…noi stessi !; Se non si centrano risultati politici non si fa politica; “Se non siete utili alla nazione non siete utili neanche a voi stessi” cit. Romualdi; Oggi il problema non e’ avere una buona idea ma diffonderla; Bisogna fare politica tutti i giorni perseguendo obiettivi di medio e lungo periodo; Bisogna costruire strutture per la base di militanza e reperire i fondi per fare politica; Un partito forte deve avere la forza di confrontarsi con chiunque).
Andrea Urso membro dell’ Esecutivo Nazionale (Qualora si vada avanti nel processo unitario sentiamo la necessità di lavorare per giungere ad un unico partito, siamo tutti pronti a sciogliere i nostri partiti per confluire in un unico soggetto unitario?)

Per il Movimento Nazional Popolare sono intervenuti il Presidente Rutilio Sermonti (Mi compiaccio di questa iniziativa per affrontare in modo realistico la problematica;Fissiamo alcuni punti irrinunciabili sulla base dei quali stabilire la comunicazione; Qual’e’ stato l’errore per cui non siamo mai riusciti a concludere niente ?; Qual’e’ il nostro metodo di lotta? La propaganda, la Televisione ? No! noi abbiamo la militanza!; Noi abbiamo più militanti in italia di qualsiasi partito di massa; Abbiamo miglia di giovani sparsi per la Nazione tutti pronti ma divisi; Il lavoro deve essere unitario ma non ogni singolo gruppo per se stesso; Dobbiamo condividere quattro o cinque punti unitari, l’abitudine a lavorare insieme e’ fondamentale);
il Segretario Nazionale Nicola Cospito (Il problema che mi pongo non e’ del termine Destra, ma di opportunità politica; Noi ci rivolgeremo a quel 37% di italiani che non e’ andato a votar; Il progetto deve parlare all’intera nazione!; Il mondo del liberismo sta crollando; Dobbiamo riconquistare la nostra identità politica e dobbiamo stabilire che vogliamo formare un partito capace di rappresentare tutti gli italiani!; Siamo disposti a proseguire la strada per la formazione del partito unico, ma dovremo imparare a trovare un linguaggio comune; Noi siamo gente che non ha prezzo per alcuna corruzione; Dove esiste la volontà la esiste la via e noi su questa via vogliamo camminare)
il dirigente nazionale Massimo Tirone (Si pone la questione di fondo della collocazione rispetto alle altre forze politiche nazionali, opposizione o alleanze?)

Per Fiamma Tricolore il Segretario Nazionale Luca Romagnoli (Con la nostalgia non si fabbrica il consenso; Sono convenuto in quanto nel mio cuore ho una piccola speranza che mi torni la voglia di imbarcarmi in una impresa nuova; C’e’ una diffusa mentalità bipolare; Il sentimento popolare oggi ragiona in funzione del successo elettorale; La gente vuole risposte concrete o si impegna su problema che sente; Dobbiamo darci degli obiettivi chiari; Se non ci sono pregiudiziali sono disposto a perseguire la strada dell’unità d’area; Parlerò nell’ambito del mio partito per sentire se e’ interesse dei militanti e dirigenti convergere nel partito unico)
Il dirigente Nazionale Piero Puschiavo (E’ innegabile che la crisi che investe i piccoli partiti e’ una realtà amara; In tanti anni ho visto gente entrare dalla porta uscire dalla finestra; Il punto più importante e’ la formazione della classe dirigente; La lega e il federalismo indica di essere “ padroni a casa nostra “; Piaccia o non piaccia PDL e Lega sono al governo e con loro occorre confrontarsi; Formare il partito attorno a determinati soggetti e non attorno a dei simboli; Dobbiamo avere la capacità di poterci confrontare; Credo nel progetto politico ma lo stesso dovrà essere valutato nel merito di chi ci andrà a rappresentare; FT ha un suo valore storico, non è semplice sciogliere il partito ma lavoreremo in questa direzione se la militanza lo chiede; Contesterò una serie di scelte rispetto alle ultime vicende di FT, ma rimango al momento in questa formazione in quanto credo nella forza del simbolo, produrrò comunque un nuovo progetto politico).

Per il Movimento Patria Nostra il Segretario Valerio Arenare (Patria nostra e’ un laboratorio di idee per fare delle azioni che possano contribuire a fare del bene alla società; Le elezioni sono una conseguenza non il fine della politica; Sono nel 43% che non ha votato in quanto non mi sento rappresentato da nessun partito politico; Gli italiani non verranno mai dalla nostra parte fino a quando non ci vedranno dalla loro parte).

Per Forza Nuova il Segretario Nazionale Roberto Fiore (Coincido perfettamente con quanto ha detto Cospito; Possiamo fare tramite un atto pubblico l’apertura di FN alla nuova operazione per il partito unico; Nelle prossime settimane apriremo una campagna contro il signoraggio bancario; Apriremo a tutti voi le nostre sedi; Un movimento che si voglia definire di popolo deve saper poter stare anche senza finanziamenti; E’ meglio fare delle battaglie giuste piuttosto che andare a dire alla gente cosa si vuol sentire dire; E’ meglio scavarci una nicchia nel PDL per fare politica da dentro, o acquisire risorse dalla nazione ?; Come possiamo in questo momento stare dalla parte di Tremonti con l’attuale comportamento delle banche? Va risolto il problema della classe politica; Noi siamo d’accordo a sciogliere FN nel caso il progetto vada in una direzione prevedibile).

Il coordinatore de La Destra alto milanese e Segretario di Legnano aderisce ad Area Destra

Pubblicato da Redazione il 21 - aprile - 2010

In questo marasma politico, con la nostra amata patria colpita quotidianamente da una perdita di valori e da comportamenti eticamente inqualificabili dei nostri governanti, e’ arrivato il momento di agire, e’ arrivato il momento di scegliere!
E’ per questi motivi che rassegno le dimissioni da Segretario cittadino de La Destra di Legnano e da coordinatore dell’alto milanese e che aderisco ufficialmente ad Area Destra!

Continuero’ a militare ne La Destra (fino a quando sara’ possibile) come semplice iscritto, nella speranza che il partito prenda atto del fallimento politico che ha contraddistinto il movimento in questi tre anni e che i vertici comprendano che l’unica soluzione per uscire da questo stallo nel quale versa la nostra area e’ esclusivamente …la sua unificazione!
Contatterò al più presto i dirigenti lombardi di Area Destra per valutare le prossime azioni politiche da intraprendere insieme!

Giovanni Mauriello, Legnano (MI)

lunedì 19 aprile 2010

Unità dell’area di destra: finalmente tutti seduti attorno a un tavolo

Pubblicato da Redazione il 19 - aprile - 2010

La prima riunione della Consulta per l’unità dell’area è stata un indubbio, in parte anche inaspettato, completo successo. Con i promotori dell’iniziativa – che, va ricordato, rappresentano una cospicua fetta del partito La Destra, da cui uscirono in massa per favorire l’unione delle forze identitarie –, hanno ritenuto importante esserci sia le due principali sigle, Fiamma Tricolore e Forza Nuova, sia una molteplicità di movimenti e associazioni più piccole che, però, costituiscono complessivamente un’energia militante tutt’altro che trascurabile. Per altro, ciascun movimento ha partecipato coi suoi massimi dirigenti, a partire dai fiammisti Luca Romagnoli e Piero Puschiavo, al forzanovista Roberto Fiore, al leader del Movimento Nazional Popolare, Nicola Cospito. Ovviamente, non è stata la semplice presenza – che pure ha definitivamente legittimato la funzione che Area Destra ha assunto per la rifondazione di una grande forza politica capace di riconquistare la fiducia degli elettori – a determinare il successo della giornata, ma la comune dichiarazione di tutti i presenti di voler proseguire lungo questo percorso a tappe che, nella sua seconda fase, dovrà vedere i partecipanti passare, dalle dichiarazioni d’intenti, alla messa a punto di una progetto comune preciso per la costruzione dell’eventuale partito unico della Destra italiana. Dunque, la Consulta è nata sotto i migliori auspici e, in attesa della seconda convocazione, vedrà il partito impegnato in una serie, si spera la più numerosa e articolata possibile, dal punto di vista territoriale, di discussioni programmatiche sulla base del testo messo punto da Area Destra e pubblicato sotto forma di libro. Fiore, in particolare, ha messo a disposizione tutte le sedi di Forza nuova per portare avanti il dibattito

Comunicato MNP partecipazione ed esito della consulta di Area Destra

Si è svolta ieri a Roma- Isola Farnese la riunione indetta da Area Destra, dei gruppi che mirano al superamento del frazionismo che da oltre un decennio impedisce la formazione di un forte movimento unitario. Alla riunione, alla quale hanno partecipato i maggiori esponenti di Area Destra, Forza Nuova, Fiamma Tricolore, era presente anche il Movimento Nazional Popolare con una folta delegazione guidata da Rutilio Sermonti. Nei loro interventi i dirigenti del MNP hanno ribadito la volontà di lavorare alla costruzione di un unico movimento unitario, a patto che questo persegua un progetto politico nuovo che, collocandosi oltre la destra e la sinistra, abbia una valenza trasversale e sappia rivolgersi all'intero popolo italiano. Questo progetto dovrà essere animato da una volontà di opposizione senza quartiere al sistema liberista e ai governi corrotti che ne sono espressione e dovrà seguire da un lato la linea della battaglia delle idee e dall'altro quello della messa a fuoco dei principali problemi del nostro paese, prospettando adeguate soluzioni. A tal fine determinante sarà una scuola comune di formazione per la creazione di un'adeguata classe politica alternativa. Particolare attenzione sarà posta alla conquista degli strati più esacerbati dell'opinione pubblica che, a ragione, non riconoscendosi nè nei partiti di destra, nè in quelli di sinistra, hanno espresso il loro disagio con l'astensione dal voto.

Il MNP ha dato la sua disponibilità a continuare il cammino nella creazione del Movimento Unitario e propone sin d'ora come testo fondamentale per il lavoro politico futuro il Manifesto del XXI secolo, messo a punto qaulche anno fa da un gruppo di studiosi come Giacinto Auriti, Alberto Spera, Stelvio Dal Piaz, Rutilio Sermonti, Filippo Giannini e Carlo Morganti.

Analoga disponibilità è stata data da Roberto Fiore a nome di Forza Nuova. Gli esponenti della Fiamma Tricolore hanno preferito rinviare ogni decisione dopo la consultazione degli organi dirigenti del partito. Presto seguirà una seconda riunione a carattere operativo.



Nicola Cospito

Ufficio Politico dell MNP

giovedì 15 aprile 2010

Pdl, Fini: pronto a fare i miei gruppi

Due ore di colloquio, resta il gelo. Il premier avrebbe chiesto 48 ore di riflessione. Bossi insiste: le banche ci spettano

ROMA (15 aprile) - Faccia a faccia Fini-Berlusconi alla Camera: dopo il vertice di ieri sera tra il premier e il leader della Lega, Umberto Bossi, l’atteso incontro tra il premier e il presidente della Camera. Dalle prime indiscrezioni si va verso una clamorosa rottura, dal momento che le due ore di faccia a faccia non sarebbero servite a dissipare le tensioni createsi nel tempo.

Fini - riferiscono fonti della maggioranza - ha esplicitamente detto che è pronto a costituire suoi gruppi autonomi in Parlamento, accusando governo e Pdl di andare a traino della Lega. Berlusconi avrebbe chiesto 48 ore di riflessione. No comment anche di Silvio Berlusconi: «Come è andata con il presidente della Camera, Gianfranco Fini? Ma io... fatevelo dire dagli altri. Sapete che sono riservato...», dice il premier al termine di una breve passeggiata per via del Babbuino.

Berlusconi e Fini si sono lasciati con freddezza, dopo un colloquio che viene definito franco e interlocutorio. Qualcuno parla di tregua armata, ma c'è chi dice che si sia addirittura sfiorata la rottura. «Come sempre capita in questi casi, la verità sta in mezzo», dice chi ha avuto modo di sentire il Cavaliere. Fini avrebbe consegnato un messaggio molto chiaro, che va ripetendo da tempo dopo le regionali: non ci si può appiattire sulla Lega, perché così si indebolisce il Pdl che deve rimanere forza trainante del centrodestra e non può farsi dettare l'agenda dal Carroccio. Una posizione subordinata nei confronti del Senatur sarebbe un danno anche per lo stesso Berlusconi. I finiani assicurano che non c'è da parte del presidente della Camera nessuna intenzione di forzare, ma la volontà di far valere fino in fondo le proprie ragioni per un maggior equilibrio interno. Nessuna delega in bianco a favore dell'asse Berlusconi-Bossi da parte di Fini che sarebbe pronto a costituire anche un gruppo autonomo. Quanto al nodo delle riforme, Fini avrebbe ribadito la sua preferenza per il modello presidenzialista francese a doppio turno elettorale. Le posizioni con il premier, quindi, resterebbero divergenti e si dovrà approfondire.

Il premier: se fai i gruppi lasci la presidenza della Camera. Rifletti bene su questa decisione di dar vita a gruppi autonomi perchè se lo farai l'inevitabile conseguenza dovrebbe essere quella di dover lasciare la presidenza della Camera. Così Berlusconi, secondo fonti della maggioranza, avrebbe replicato al presidente della Camera. All'avvertimento del cavaliere, stando alle stesse fonti, Fini si sarebbe riservato di comunicare una decisione entro la prossima settimana.

Fini: pronto a costituire miei gruppi

Toni di rottura nel vertice tra premier e presidente Camera

(ANSA) - ROMA, 15 APR - Toni di rottura nel vertice tra il premier Silvio Berlusconi ed il presidente della Camera Gianfranco Fini. Quest'ultimo - riferiscono fonti di maggioranza - ha esplicitamente detto che e' pronto a costituire suoi gruppi autonomi in Parlamento, accusando governo e Pdl di andare a traino della Lega. Il premier - riferiscono le stesse fonti - avrebbe chiesto 48 ore di riflessione. No comment di Berlusconi sul pranzo di oggi con Fini.

Montesilvano, si dimettono due assessori. Area Destra e Forza Nuova ora vogliono le dimissioni del Sindaco.

Pubblicato da Redazione il 13 - aprile - 201013 aprile 2010, 13:30

Montesilvano -
Durissima l’accusa che Forza Nuova e Area Destra muovono nei confronti dell’Amministrazione Comunale, una gestione che sta portando ad un fallimento preannunciato. A parlare sono Marco Forconi, segretario cittadino FN Montesilvano e Giovanni Ciasullo, responsabile regionale Area Destra Abruzzo.
“Le dimissioni di De Landerset e De Vincentiis, seppur non annunciate, confermano le tensioni che l’attuale maggioranza vive dal suo insediamento”.
A detta dei due movimenti, sino a questo momento la città è stata gestita in maniera del tutto opinabile ed al di fuori degli interessi della collettività, chiedono pertanto, a salvaguardia dell’interesse generale, le dimissioni del Sindaco Pasquale Cordoma, nel prossimo consiglio comunale, un atto di sola coerenza e coscienza per i rappresentanti.
“Dov’è la sicurezza in città? Dove sono i centri di aggregazione culturale e sociale per i giovani italiani, contesi da rom e nordafricani per il controllo del mercato della droga? In quale bidone della spazzatura sono finite le promesse di trasparenza e moralità da parte del sindaco?. Montesilvano chiede uomini forti e capaci di non scendere a compromessi con le logiche partitiche: è arrivato il momento di cambiare e di affrontare con forza e coraggio una società mutata ed informatizzata, fatta di purezza e di impegno e sempre, costantemente, osteggiata dai soliti ‘dinosauri politici’” si chiedono i due movimenti. Domande a cui attendono una risposta ben precisa, che non lasci ombra di dubbio.
Inoltre Forconi e Ciasullo annunciano una repressione netta, a prescindere da quella che sarà l’evoluzione degli eventi; si dichiarano pronti alla lotta e già da giovedì 15 aprile scenderanno in piazza, durante i mercati rionali, per effettuare volantinaggi contro l’attuale amministrazione ed il sindaco in particolare. Replicheranno anche sabato 17.

Monica Coletti (cityrumors.it)

mercoledì 14 aprile 2010

Area Destra si appresta a varare la Consulta: unità, certo, ma anche rifondazione della Destra.

Pubblicato da Redazione il 14 - aprile - 2010Tutte le forze politiche che parteciperanno alla Consulta porteranno sul tavolo della discussione la loro esperienza e le loro proposte. Abbiamo già detto più volte che le differenti sensibilità e vedute che animano “l’area della destra” sono, a nostro avviso, una ricchezza per il nostro mondo, un mondo fatto di uomini liberi, e nel contempo amanti dell’ordine e della gerarchia, che ripudia la massificazione e l’omologazione tipica della sinistra.

Anche Area Destra, naturalmente, ha elaborato alcuni documenti politico-programmatici da presentare in consulta, sempre nell’ottica del raggiungimento, in tempi brevi, dell’apertura del processo federativo e della fase costituente per il nuovo soggetto unitario, il BLOCCO NAZIONALE!


Hanno già confermato la loro presenza alla Consulta, tra gli altri:

Alberto Ferretti, Alessandro Pucci e Andrea Urso per Area Destra; l’on Roberto Fiore per Forza Nuova; Nicola Cospito e Massimo Tirone per il Movimento Nazional Popolare; Valerio Arenare, Di Stefano e Andrea Maluzzi per MPN; l’on. Luca Romagnoli, Roberto, Gennaro Gargiulo, Roberto Bevilacqua e Piero Puschiavo per la Fiamma Tricolore; l’On.le Guido Virzì per Occidente; AdrianoNapoli per Destra di Base (Puglia); Valeriano Tasca per il Blocco Sociale Nazionale; Piervincenzo Squadrilli per Nova Europae e Legio Casa Montag; EnzoSchiuma, RutilioSermonti, Salvatore Lobberto, Andrea Monastra, Claudio Cospito, Filippo Giannini, il Prof. Primo Siena etc. etc.




Le recenti elezioni regionali non lasciano adito a dubbi, su quale possa essere il destino delle formazioni che si collocano a destra del Popolo della Libertà, mantenendo – tanto in modo sincero quanto in modo meramente
strumentale – una propria identità autonoma. La frammentazione in una infinità di sigle e il palese perseguimento di interessi personalistici da parte di molti dirigenti; la spaventosa mancanza di mezzi materiali e finanziari e la riduzione della proposta politica e programmatica a una sostanziale querelle ideologica o, peggio ancora, revanchista nei confronti della ex (e ormai inesistente) Alleanza Nazionale; l’incapacità di elaborare una strategia pragmatica e coerente per tessere rapporti col maggior partito di riferimento della borghesia italiana; tutto questo – e altro – ha determinato lo stato di fatto che vede la Destra, sommariamente intesa, non rappresentare più un’opportunità
di alternativa per l’elettorato italiano.

Purtroppo, le sigle della Destra sono costrette a registrare questa deficienza nei rapporti con gli italiani aventi diritto al voto anche in situazioni quale è stata la più recente, in cui la massa astensionistica è cresciuta come non mai –
a dimostrazione della scarsa attrattività delle formazioni maggiori – e che ha visto l’impetuoso avanzamento di movimenti che si trovano alle ali dei due poli, come Lega, Italia dei Valori e finanche, in certe zone d’Italia, delle liste promosse da Beppe Grillo. Poco significativi, inoltre, sono stati anche i parzialissimi successi di chi si è trovato,
non certo per merito, a concorrere elettoralmente in regioni in cui era assente la lista del Popolo delle Libertà.

Dunque, se, fino a qualche mese or sono, il tema prioritario della Destra italiana poteva essere ben riassunto nell’espressione “unità dell’area”, quale sintesi dell’esigenza ineludibile per un rilancio politico e una ripresa
dell’attivismo su larga scala nell’intero territorio nazionale; adesso, è necessario affrontare con urgenza e senza pregiudizi di sorta il tema dell’unità inteso come processo di “rifondazione” della Destra al fine di ricreare, nella salvaguardia dei valori e delle idee della Tradizione, uno strumento di azione politica capace effettivamente di incidere nella società, di affrontare i problemi concreti della comunità nazionale e di avere quella credibilità indispensabile per conquistare il consenso che da troppo tempo manca, indifferenziatamente, a tutte le sigle dell’area della Destra.

Per tanto, senza ulteriori indugi, è assolutamente necessario accelerare il processo federativo delle sigle della Destra
italiana, attraverso – in un prima, possibilmente breve fase – il doppio tesseramento, con cui fondere nell’unico soggetto non ancora strutturato – e, dunque, aperto e non sospettabile di volontà annessionistiche già registrate in passato, nell’azione di alcuni partiti dell’area – le diverse realtà militanti, impegnandole fin da subito in un collettivo
processo di ridefinizione degli statuti e del programma.

Contestualmente, aprire su tutto il territorio nazionale, facendo perno sulle militanze unite, ma aprendo il dibattito a chiunque intenda partecipare, magari anche nel confronto con le altre realtà politiche, una stagione costituente che, rapidamente, oltre che a definire le regole di appartenenza e partecipazione al nuovo soggetto politico, ne individui
anche le basi programmatiche in modo largamente condiviso con la base e, per quanto possibile, con la cittadinanza.

Doppio tesseramento e cento assemblee provinciali, al fine di consentire alle attuali dirigenze nazionali di preparare un congresso, il cui fine non sia la conquista di posizioni di potere nel nuovo soggetto politico unitario, bensì la presentazione agli italiani di una nuova alternativa alle già esistenti offerte elettorali, in grado di muoversi autonomamente sul territorio o di contribuire, nella massima autonomia e nella rigorosa preservazione della propria dignità ideale, alla creazione di cartelli elettorali, laddove questa scelta venga imposta dalle leggi vigenti.

Unire e rifondare la Destra, avendo come obiettivo – e cartina tornasole delle nostre effettive capacità politiche – le future elezioni politiche del 2013, nella consapevolezza di dover affrontare unitariamente col massimo impegno, interpretandole come tappe di avvicinamento al traguardo finale, tutte le scadenze locali che, da qui in avanti, vedranno gli italiani chiamati alle urne.

martedì 13 aprile 2010

Montesilvano, si dimettono due assessori. Area Destra e Forza Nuova ora vogliono le dimissioni del Sindaco.

Montesilvano - Durissima l’accusa che Forza Nuova e Area Destra muovono nei confronti dell’Amministrazione Comunale, una gestione che sta portando ad un fallimento preannunciato. A parlare sono Marco Forconi, segretario cittadino FN Montesilvano e Giovanni Ciasullo, responsabile regionale Area Destra Abruzzo.

“Le dimissioni di De Landerset e De Vincentiis, seppur non annunciate, confermano le tensioni che l’attuale maggioranza vive dal suo insediamento”.
A detta dei due movimenti, sino a questo momento la città è stata gestita in maniera del tutto opinabile ed al di fuori degli interessi della collettività, chiedono pertanto, a salvaguardia dell’interesse generale, le dimissioni del Sindaco Pasquale Cordoma, nel prossimo consiglio comunale, un atto di sola coerenza e coscienza per i rappresentanti.
“Dov’è la sicurezza in città? Dove sono i centri di aggregazione culturale e sociale per i giovani italiani, contesi da rom e nordafricani per il controllo del mercato della droga? In quale bidone della spazzatura sono finite le promesse di trasparenza e moralità da parte del sindaco?. Montesilvano chiede uomini forti e capaci di non scendere a compromessi con le logiche partitiche: è arrivato il momento di cambiare e di affrontare con forza e coraggio una società mutata ed informatizzata, fatta di purezza e di impegno e sempre, costantemente, osteggiata dai soliti ‘dinosauri politici’” si chiedono i due movimenti. Domande a cui attendono una risposta ben precisa, che non lasci ombra di dubbio.
Inoltre Forconi e Ciasullo annunciano una repressione netta, a prescindere da quella che sarà l’evoluzione degli eventi; si dichiarano pronti alla lotta e già da giovedì 15 aprile scenderanno in piazza, durante i mercati rionali, per effettuare volantinaggi contro l’attuale amministrazione ed il sindaco in particolare. Replicheranno anche sabato 17.

Monica Coletti (cityrumors.it)

sabato 10 aprile 2010

Russia, cade l'aereo del presidente polacco Kaczynski è morto

E' precipitato, durante l'atterraggio nell'aeroporto di Smolensk (ovest della Russia) l'aereo del presidente polacco. Kaczynski si stava recando a Katyn per le celebrazioni dell'eccidio. Sul volo 96 persone: a bordo la moglie del politico e il governatore della banca centrale polacca. Trovate scatole nere.
Mosca - E' precipitato in Russia l'aereo del presidente polacco Lech Kaczynski, il velivolo avrebbe ha avuto dei problemi in fase di atterraggio nell'aeroporto di Smolensk, nell'ovest della Russia, forse a causa della nebbia. A bordo del Tupolev 154M c'erano 96 persone: non ci sono superstiti. Tra le vittime, oltre al presidente (il cui corpo è stato riconosciuto) sua moglie, il governatore della Banca centrale, il capo di Stato maggiore dell'esercito e il vice ministro degli Esteri. Kaczynski doveva recarsi a Katyn per rendere omaggio alle vittime dell’eccidio ordinato da Stalin nel 1940.

Tusk: evento più tragico dal dopoguerra Il primo ministro polacco Donald Tusk ha definito questo "il più tragico evento nella storia del Paese nel dopoguerra". Tusk, scuro in volto, in abito e cravatta nera, ha detto in una conferenza stampa che si recherà nel luogo dello schianto. La morte di Kaczynski, che assieme al fratello gemello ha dominato per anni la scena polacca, trascina il paese nell’incertezza politica. Le elezioni presidenziali si sarebbero svolte ad ottobre, ma ora dovranno essere indette nel giro di due mesi, secondo la costituzione.

Lo schianto La moglie del presidente e diversi alti esponenti del governo erano a bordo del vecchio Turpolev Tu-154, che è precipitato in un bosco a circa due chilometri dall’aeroporto di Smolensk. Un errore del pilota è tra le possibili cause dell’incidente, come ha detto Andrei Yevseyenkov, portavoce dell’amministrazione di Smolensk. Secondo funzionari locali, l’aereo ha toccato le cime degli alberi in fase di atterraggio.

Scenari politici "Le conseguenze politiche si misureranno nel lungo periodo e forse cambierà l’intera scena politica polacca", ha detto Jacek Wasilewski, professore alla Scuola superiore di psicologia sociale a Varsavia. Kaczynski, 60 anni, è stato un alleato dell’eroe di Solidarnosc, Lech Walesa, e cofondatore del partito di destra Legge e giustizia. Aveva dato le dimissioni dal partito dopo essere diventato presidente della repubblica nel 2005, ma continuava a sostenerlo. Una fonte del partito ha detto che il gemello, Jaroslaw Kaczynski, non era a bordo dell’aereo precipitato. In Polonia il presidente ha un ruolo soprattutto simbolico, ma può mettere il veto alla legislazione del governo. Lec Kaczynski ha fatto infuriare diverse volte in passato il premier Tusk bloccando diverse leggi, tra cui la riforma della sanità.

Nominato presidente ad interim Il presidente della camera bassa del parlamento, Bronislaw Komorowski, è stato nominato presidente ad interim, come dice la costituzione. Komorowski era stato anche indicato da Tusk come il candidato alle presidenziali del partito centrista Piattaforma civica.

Fusoliera dell'aereo Quano la televisione russa ha mostrato le primi immagini dell'incidente si è vista la fusoliera fumante e i frammenti dell’aereo sparsi nella foresta. Alcuni giornalisti della Reuters hanno visto un’ala a diversi metri di distanza dal resto del velivolo. L’aereo era uno dei due Turpolev TU-154M della flotta aerea del governo polacco, che hanno entrambi 20 anni.

Chi c'era a bordo Il ministero delle Emergenze russo ha detto che 96 persone erano a bordo dell’aereo. Tra questi gli 88 membri della delegazione polacca diretta a Katyn, vicino a Smolensk, dove avrebbe partecipato ad una cerimonia in ricordo delle migliaia di ufficiali polacchi uccisi dai sovietici per ordine di Josef Stalin nella primavera del 1940, durante la Seconda guerra mondiale. In precedenza era stato riferito che l’aereo stava portando 132 persone. Sia il governatore della regione di Smolensk che l’agenzia di stampa ufficiale polazza Pap hanno detto che non ci sono sopravvissuti.

venerdì 9 aprile 2010

Puschiavo (Fiamma Tricolore): «Romagnoli non ha il mandato per fare il “curatore fallimentare”»

Anche le ultime elezioni, salvo l’anomalia della Lega Nord, hanno confermato il modello bipolare. Il voto ideologizzato, le estremizzazioni politiche, le simbologie storiche ne sono uscite a pezzi.

Compresa la Fiamma, che nonostante enormi sacrifici è lontana da risultati accettabili perché non riesce a far sentire la sua voce, ad entrare nel dibattito politico, ad essere presente con costanza e diffusione capillare sul territorio. Figuriamoci ad entrare nelle istituzioni…

Al di là e al di sopra dell’astensionismo, che non è un’opzione rivoluzionaria e comunque non incide sulla politica, malgrado qualcuno pensi il contrario, appare evidente che gli elettori hanno individuato soprattutto nella Lega la cosiddetta “destra” e nell’Italia dei Valori la cosiddetta “sinistra”.
In questo scenario c’è da interrogarsi e capire come la Fiamma Tricolore possa posizionarsi ed agire per ricavarsi uno spazio politico. Sicuramente non aiuteranno analisi e decisioni affrettate e comunque non esistono “bacchette magiche”.

Che la Fiamma abbia in questo momento valore elettorale prossimo al nulla pare lampante, più preoccupante ancora è però l’assenza di un progetto politico chiaro.

Non è possibile parlare di onestà intellettuale quando questa non la usiamo nemmeno con noi stessi. È difficile pretendere maggiore democrazia partecipativa all’esterno, quando lo stesso criterio non lo si adotta al nostro interno (ultimo Congresso nazionale docet); “franchi tiratori”, pessimi consiglieri, strateghi del nulla abbondano.

Senza indicazioni precise non si ha alcuna prospettiva futura, se non quella della sopravvivenza attraverso occasionali espedienti.

Ora, in grave ritardo e molto probabilmente fuori tempo massimo, si parla di PdL o Lega senza aver più alcunché di concreto da mettere sul piatto della bilancia. E perché mai proprio ora? E in che modo? E con quale prospettiva?

Il Segretario Nazionale non può assumere una posizione da “curatore fallimentare”. Non deve alimentare confusione, malcontento ed emorragie (che per qualcuno sembrano non costituire elemento di preoccupazione) con comunicati e posizioni altalenanti, com’è accaduto in campagna elettorale.
Penso che prima di tracciare una “improbabile” rotta dovremo invece guardare a chi siamo e soprattutto a cosa sappiamo e vogliamo fare: non il singolo, non la corrente, ma il partito!

Naturalmente qualsiasi decisione finale spetta al Comitato Centrale, pertanto consiglio di stemperare gli animi e di attendere il prossimo incontro di Segreteria Nazionale invitando tutti al Congresso di Gioventù Nazionale che si terrà proprio il 18 aprile.

Non scordiamo che, se di futuro si potrà e si dovrà parlare, ciò non potrà avvenire senza tener conto del ruolo, del sostegno e del contributo che i giovani, non ancora obnubilati dalle sole logiche elettoralistiche ed animati da genuino entusiasmo, potranno fornire. Nonostante tutto.

Piero Puschiavo

Segreteria Nazionale

mercoledì 7 aprile 2010

Convegno Area Destra 17 e 18 Aprile Esecutivo, Consulta, Coordinamento Nazionale

Hotel Tempio di Apollo – Borgo Medioevale
presso Isola Farnese Via della Colonnetta, 8 – Roma

Borgo Medievale Isola Farnese
Piazza della colonnetta 8 00123 Roma (Rm) tel. 0630890595 | fax: 0697625820 …

17 Aprile Esecutivo Nazionale Area Destra
Ore 10:00 ritrovo presso la sala dell’Albergo
Ore 10:30 inizio lavori
Ore 13:00 pausa pranzo (prenotazione obbligatoria)

Consulta per l’Unità dell’Area
Ore 15:00 ritrovo presso la sala Conferenze
Ore 15:30 inizio lavori fino a conclusione

Ore 20:00 Cena (prenotazione obbligatoria)

18 Aprile Coordinamento Nazionale Area Destra e Quadri Dirigenti
Ore 09:30 Ritrovo presso la sala conferenze
Ore 10:00 Inizio lavori
Ore 13:00 Pranzo (prenotazione obbligatoria)
Ore 15:00/17.00 Ripresa e Chiusura Lavori

Obbligatorio confermare Prenotazione Pranzo e Cena a: puccialessandro@areadestra.it – Cell. 3204424958

Pranzo: 20 €
Cena: 20 €

Camera Doppia: 55 €
Camera Doppia: 80 €
Camera Tripla: 105 €

L’Hotel Tempio di Apollo www.tempiodiapollo.com , è a Roma Nord si trova vicino al GRA (Grande Raccordo Anulare) a soli 5km dall’uscita Cassia e a 1km dalla metro FR3 (linea Ostiense-Viterbo), che costeggia la via Cassia e che collega a San Pietro e al centro storico, in soli 25-30 minuti. Sul posto, IsolaFarnese, c’è il collegamento a questa (metroFR3), con soli 5 minuti di autobus di linea pubblico n°032, fino alle stazione FR3 di La Storta o La Giustiniana, capolinea di questa.

martedì 6 aprile 2010

La Fiamma di Romagnoli vuole ardere insieme con la Santanchè nel Pdl

Il caso del giorno


Zitto zitto, piano piano, Luca Romagnoli è riuscito a fare il colpo dell'anno. La sua Fiamma tricolore, formazione di ultradestra rimasta fuori dai confini un tempo considerati accettabili per un centrodestra di stampo europeo, è stata l'ultima in ordine di tempo a essere sdoganata. Tanto da prepararsi a entrare a pieno titolo, anche se con poco o nessun clamore, anzi quasi a fari spenti, nel Popolo della libertà fondato da Silvio Berlusconi e cofondato dal presidente della camera Gianfranco Fini. Agli occhi dei vertici del Pdl, Romagnoli ha il merito di avere portato voti nel Lazio all'attuale governatrice, Renata Polverini, pure senza chiedere nulla in cambio e soprattutto senza presentare sue liste che spostando l'1% o più dei voti avrebbero potuto fare pendere la bilancia in favore della candidata del centro-sinistra, Emma Bonino. E allora, visto che in politica i favori non si dimenticano, il centro-destra ha trovato il modo di fare entrare la Fiamma senza suscitare troppo scalpore. Attraverso il Movimento per l'Italia di Daniela Santanché, recentemente introdotta nel governo di Silvio Berlusconi nelle vesti di sottosegretario dell'attuazione del programma. Il Mpi è a pieno titolo nel Popolo della libertà e adesso il progetto, già ben delineato da Romagnoli e dalla Santanché prima del voto nel corso di una serie di contatti e colloqui, prevede una fusione tra Mpi e Fiamma e il conseguente ingresso del partitino di ultradestra nel Pdl. Una vittoria per Romagnoli, che aveva chiesto alla Polverini un apparentamento che gli era stato negato. Dopo il successo nelle regionali, però, tutto è cambiato. Così come cambierà il simbolo grafico del Movimento per l'Italia, che ingloberà al suo interno la fiamma a tre colori, bianco rosso e verde. In conclusione, insomma, nessun movimento resterà a destra del Pdl. Meglio salvi sotto l'ala di Silvio, insomma, che duri, puri e ...quasi inutili.

Regione Lazio, lite tra La Destra e Udc

Al via oggi la settimana decisiva per la formazione del nuovo governo della Regione. Alle spalle uno stop di poco più di 24 ore, trascorse con la famiglia in Umbria, ieri Renata Polverini era di nuovo al lavoro. Dopo la serata all’Aquila, dove ha partecipato alle celebrazioni per l’anniversario del terremoto, la neo-presidente riprende oggi le consultazioni per la scelta degli assessori. Senza tralasciare una serie di appuntamenti elettorali nei Comuni in attesa del ballottaggio, da Tivoli a Grottaferrata. È questione di giorni la sua proclamazione ufficiale a governatore, che potrebbe arrivare lunedì. Da quel momento, la legge le assegna dieci giorni per formare la giunta: la prima data utile per conoscere la composizione della sua squadra è quindi lunedì 26. Più lunghi i tempi per l’insediamento dei consiglieri (che passeranno da 70 a 72, oltre alla stessa Polverini, per garantire alla maggioranza il 60% dei seggi in consiglio). Per la proclamazione degli eletti da parte della Corte d’Appello si dovrà attendere anche l’esito del ricorso dell’Udc, che rivendica un quarto seggio a scapito del Pdl o della lista Polverini. L’assemblea si insedierà la seconda settimana dopo la proclamazione, e da allora ci saranno due mesi per la convalida (con la verifica di eventuali incompatibilità e l’invito a optare per chi ha il doppio incarico).

Quanto alla giunta, le mosse di Renata Polverini in queste ore sono orientate soprattutto a verificare il suo margine di autonomia dalle pretese dei partiti. La neo-presidente può infatti, almeno sulla carta, contare sul sostegno di un bel drappello di consiglieri: ai 17 della civica si aggiungono quelli del listino. Ma i conti fatti dai partiti, e dagli esclusi del Pdl in primis, sono ben altri. Intanto sono scintille a distanza tra due alleati decisivi, La Destra e Udc. Se i centristi continuano a rivendicare tre assessorati, è semplicissimo il ragionamento che Francesco Storace ha già condiviso sia con Berlusconi che con la Polverini: la Destra nel Lazio ha ottenuto 100mila voti, ma alla Pisana può contare appena su due seggi, conquistati dallo stesso Storace e da Buonasorte. L’Udc, che di voti ne ha presi 150mila, di consiglieri invece ne ha sei: gli eletti più i tre del listino bloccato. E se si considera che la Destra, nella capitale, è andata persino meglio dei centristi, il braccio di ferro sugli assessorati deve finire come minimo in pareggio. Ecco perché, per un posto in giunta, accanto a “Er Pecora” Teodoro Buontempo, spunta anche il nome di Vittorio Messa. Resta sullo sfondo la richiesta della presidenza del Consiglio per lo stesso Storace, da concordare però con l’ala ex forzista del Pdl che ha già “opzionato” quell’incarico per il senatore di Fondi Fazzone.

Regione Lazio: 45 giorni per giunta Polverini, difficile “accontentare” tutti

ROMA – (APCOM) -I tempi, anche per motivi ‘istituzionali’, non saranno brevissimi. Perché la Giunta Polverini veda la luce, infatti, ci vorrà almeno un mese, forse 45 giorni. D’altra parte la proclamazione a governatore della ex segretaria Ugl deve ancora avvenire e poi (non prima di 20 giorni e non oltre i 30) bisognerà convocare il Consiglio. Ma al di là dei ‘tempi tecnici’, ci sono quelli della politica e la stessa Polverini ha spiegato che l’intenzione è quella “di non fare scelte affrettate”. Una tassello del puzzle è già stato messo al suo posto ed è quello della Sanità: ieri dopo aver incontrato il ministro Ferruccio Fazio, la presidente ha annunciato che sarà lei stessa commissario subito dopo l’insediamento. Per tutti gli altri, il discorso è ancora aperto anche perché c’è bisogno di ‘recuperare’ quei ‘porta-voti’ che non hanno potuto partecipare alla competizione elettorale a causa della esclusione della lista Pdl nella provincia di Roma e a cui lo stesso premier, Silvio Berlusconi, ha promesso un occhio di riguardo nella formazione della Giunta. In più c’è l’obbligo della presenza di 5 donne (compresa la stessa Polverini) su 16 componenti della Giunta. Lo ’schema’ che sta prendendo corpo nelle trattative prevede un assessorato per la Destra di Francesco Storace. C’è chi sostiene che quel ruolo potrebbe andare proprio all’ex Governatore o a Teodoro Buontempo, da un po’ di tempo finito in secondo piano sulla scena politica. Altri rumors vedrebbero invece assegnato a Storace il ruolo di presidente del consiglio regionale. Altre due poltrone dovrebbero poi toccare all’Udc, di queste una dovrebbe spettare a Luciano Ciocchetti e una seconda probabilmente a una donna. Ambisce a un assessorato anche la lista Polverini: in particolare la governatrice potrebbe decidere di ‘premiare’ la capolista della lista civica Mariella Zezza (per lei si parla della Cultura). Ma il gioco degli equilibri più complesso è quello che si gioca all’interno del Pdl. Dalla nascita del partito, l’assegnazione degli incarichi a livello nazionale e locale si è basato grosso modo su uno schema del 70-30 tra ex Forza Italia ed ex An. Proporzione che però in questo caso potrebbe anche ’saltare’ con l’assegnazione di 6 poltrone agli ex Fi e 5 agli ex An. I nomi che circolano, tra gli altri, sono quello di Isabella Rauti (moglie del sindaco di Roma), Alessandra Mandarelli e la giovane Chiara Coloismo tra le donne, mentre tra gli uomini quelli di Francesco Lollobrigida, Pietro Di Paolo, Fabio Armeni, Massimiliano Maselli e Pino Cangemi. Oltre a Claudio Fazzone, forte della sua performance elettorale a Latina e provincia. Dato in pole position per la poltrona di assessore al Lavoro o al Bilancio sarebbe poi Luca Malcotti, anche lui come la Polverini proveniente dall’Ugl. Sulla composizione del puzzle, tuttavia, potrebbe anche rientrare un ‘rimpastino’ anche della giunta capitolina, che consentirebbe di ‘allargare’ il numero degli incarichi. Alemanno ha tuttavia spiegato che non se ne parla prima di settembre, prima cioè che entri in vigore il nuovo decreto su Roma Capitale.

Fiamma Tricolore Civitavecchia: «Macchine, indietro tutta!».

CIVITAVECCHIA – Nonostante l’ordine disperato di macchine indietro tutta ,il TITANIC ,orgoglio della flotta passeggeri britannica venne inghiottito dalle gelide acque dell’Atlantico ,analogamente il Sig. LUCIANI, orgoglio della SeL civitavecchiese è stato inesorabilmente inghiottito dalle azzurre acque del PdL, con l’aggravante di non aver impartito per tempo l’ordine : “ Macchine indietro tutta!!!!”,forse perché distratto da trionfali immagini sognate sullo sfondo di un radioso “…..sol dell’avvenir..”

Ora , solitario naufrago, attende che la corazzata POTEMKIN, storico orgoglio di tutte le sinistre antiche e moderne, lo raccolga e lo trasporti verso il panfilo “PINCIO” per abbordarlo con la speranza di sedersi su un’accogliente poltrona da cui poter dirigere le “ tarantelle locali”.

Sarà una poltrona di “consolazione” ma comunque pur sempre poltrona!!!

Con la raccomandazione,però almeno questa volta, di condurre una navigazione attenta e ,se necessario, “strumentale” pronto ad impartire all’occorrenza l’ordine fatidico : “ Macchine indietro tutta !!!” per non naufragare ancora una volta. Sull’evento delle recenti regionali e sulle future speranze del Sig. LUCIANI sembrano essere d’obbligo,a mio parere,un paio di riflessioni: la prima,riguarda il problema dei pendolari ai quali,improvvisamente accortosi della loro esistenza(sic !),ha promesso, in sede di campagna elettorale per le regionali, la realizzazione di un progetto degno del film “Guerre Stellari”,progetto megagalattico al quale però lo scrivente avrebbe consigliato l’integrazione di una componente “aeromobile” per permettere a questi “forzati” di Trenitalia di poter comunque raggiungere il posto di lavoro o di studio.



Peccato che si sia reso conto del pendolarismo solo quando stava per scendere dalla poltrona della Regione: ma sino ad adesso questo civitavecchiese D.O.C., sempre schierato dalla parte del popolo, dove ha vissuto?.

La seconda riflessione è rivolta alle sue dichiarazioni comparse sulla stampa cittadina secondo le quali CIVITAVECCHIA sarebbe : “…una città in ginocchio…” bisognosa di interventi risolutivi: “sic stantibus rebus”la domanda rimane la stessa di prima con l’aggiunta ,però,dell’ulteriore considerazione che forse quando era saldamente seduto in Regione il Sig.LUCIANI non avvertiva in maniera così impellente l’ urgenza di preoccuparsi della sua città e dei suoi concittadini ,in tale ottica mi sembra calzante riservargli le stigmatizzanti parole di Fabrizio DE ANDRE’ che nella sua ballata : “ La Città Vecchia”(magìa di una coincidenza), si domanda: “….dove son finiti i tempi di una volta,oh per Giunone,quando per fare il mestiere ci voleva anche un po’ di vocazione!?!?”.
IL SEGRETARIO FEDERALE

Gabriele Pedrini

Alessandra Mussolini: «”Generazione Italia” è un “subappalto” poco chiaro»

(IRIS) - “Non aderirò a Generazione Italia, che mi sembra una sorta di ’subappalto’, un soggetto dal profilo non chiaro. Forse è stata comunicata in un momento sbagliato”.

Lo ha detto Alessandra Mussolini, deputata del Pdl, durante l’intervista rilasciata a Klaus Davi per il programma KlausCondicio, in onda su You Tube.

“Sarebbe grave se fosse stata creata per promuovere la carriere di qualche politico più che per animare un dibattito politico culturale” ha aggiunto.

Parlando del tema prostituzione, Mussolini ha rilanciato una sua vecchia osservazione: “Rimango dell’idea che siano necessari quartieri e a zone a luci rosse delimitate per l’esercizio della prostituzione. La Lega si è più volte pronunciata a favore. Ora vediamo cosa farà Cota”.

lunedì 5 aprile 2010

Croce Rossa.......sembra tutto normale?

Nella Croce Rossa Abruzzese avvengono delle irregolarità amministrativo-contabili. A denunciarle è il maresciallo Vincenzo Lo Zito, dipendente CRI, a compierle è la Presidente Maria Teresa Letta la quale ha anche provveduto al 2° Trasferimento per incompatibilità ambientale dello stesso. I fatti contestati dal maresciallo, toccano diverse sfere, dell’agire nella pubblica amministrazione ma attengono sempre alla stessa persona che vuole tutto sotto il suo controllo e la sua direzione.

domenica 4 aprile 2010

ROMA 17/18 Aprile 2010 Convocata la Consulta di Area Destra

L'ambizioso progetto di riunire sotto un unico simbolo ed un unico programma tutte le entità politiche della Destra Sociale Italiana ,scevre da interessi o connivenze con il PDL o potentati prosegue in modo "IRREFRENABILE" con entusiamo e partecipazione .

Quale futuro per la Destra italiana dopo le elezioni regionali 2010 ?

La situazione era chiara anzitempo, l'attesa di duci e ducetti lasciava presagire cio' che poi realmente e' accaduto, oramai la realtà supera di gran lunga la fantasia, ed iscritti e militanti
vengono venduti come bestie da soma per tornaconto personale.